Rate del mutuo non pagate: cosa si rischia

Rate del mutuo non pagate: cosa si rischia?

Rate del mutuo non pagate: cosa si rischia?

Richiedere un mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della casa ai giorni nostri è molto frequente. Considerando che le rate possono essere spalmate in un periodo che va dai 5 ai 30 anni, va ben ponderata la scelta di un finanziamento sostenibile in base alle proprie possibilità attuali e future. Purtroppo, a causa delle circostanze della vita, non sempre si riesce a rispettare i termini del mutuo sottoscritto e a versare le rate del debito con le modalità concordate.
In caso di difficoltà nel pagamento, meglio avvisare la banca che potrà trovare una soluzione adeguata a entrambe le parti: rinegoziare il mutuo o sospendere temporaneamente i pagamenti.

Cosa fa la banca se non pago le rate del mutuo?

Dopo 30 giorni: applicazione degli interessi di mora

Il mancato pagamento delle rate del mutuo comporta in primis l’applicazione degli interessi di mora, cioè di una maggiorazione del tasso di interesse, come indicato nel contratto, che solitamente variano dal 2 al 4% per ogni rata non pagata. Superati 30 giorni dalla scadenza della rata, la banca può richiedere il pagamento della rata stessa con gli interessi aggiuntivi di mora.

Cosa comporta il mancato pagamento della rata del mutuo dopo 120 giorni?

La Banca, dopo 120 giorni di mancato pagamento o dopo il mancato pagamento di almeno 2 rate, segnala il cliente negli elenchi dei cattivi pagatori, una segnalazione che comporta molte difficoltà a ottenere ulteriori finanziamenti, anche modesti. Cosa significa?
Le generalità di chiunque abbia fatto ricorso a forme di finanziamento vengono raccolte in una banca dati chiamata SIC, Sistema di Informazioni creditizie, gestito da CRIF, acronimo di Centrale Rischi di intermediazione Finanziaria, un’azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie.
I dati sui finanziamenti richiesti e ottenuti da consumatori e imprese vanno a delineare una referenza creditizia, la reputazione che il cliente ha presso le banche e le società finanziarie.
Una referenza può essere di tipo positivo, e quindi agevolare e velocizzare i possibili futuri finanziamenti, oppure negativo, ad esempio includere segnalazioni di ritardi nel pagamento delle rate o morosità: esse portano il soggetto a essere considerato un “cattivo pagatore”.
Questa definizione può ostacolare di molto l’accesso a nuovi prestiti o finanziamenti.
L’iscrizione nell’elenco dei cattivi pagatori, però, non è irreversibile: basterà regolarizzare i pagamenti delle rate e la propria Banca si occuperà di procedere con l’aggiornamento della banca dati.

Saldo e Stralcio Quando Utilizzarlo

Cosa comporta il mancato pagamento della rata del mutuo dopo 180 giorni?

Passati 180 giorni, e solo nell’ipotesi di mancato pagamento di oltre 6 rate, la banca può chiedere la decadenza del beneficio del termine e quindi il versamento, entro un termine specificato, del saldo del debito compresi gli interessi maturati e gli interessi di mora.

A questo punto il creditore potrà procedere con la notifica del decreto ingiuntivo, il titolo esecutivo del procedimento di ingiunzione, un procedimento speciale civile disciplinato dal codice di procedura civile finalizzato a ottenere soddisfazione delle pretese creditorie.

Attenzione: se il debito è stato contratto dopo il 2016 sono necessarie 18 rate non pagate perché la banca proceda: questo in seguito alla riforma introdotta da un decreto legislativo del 2016. Per i debiti contratti prima del 2016 le rate sufficienti a far scattare il pignoramento sono 7.

Trascorsi 40 giorni dal decreto ingiuntivo, periodo nel quale il debitore può opporsi, si procederà con la notifica dell’atto di precetto, che può essere notificato entro i 90 giorni. Da questo momento il debitore ha ancora a disposizione 10 giorni per saldare il debito, se così non fosse, e quindi esauriti tutti i tentativi di recupero del credito, il giudice è autorizzato a pignorare la casa.

Nel caso in cui ti trovassi in quest’ultima delicata fase, i consulenti di Stralciami possono aiutarti a trovare una soluzione prima che la casa vada all’asta.
La vendita all’asta, infatti, è molto rischiosa poiché svaluta la casa. Il rischio principale è che la somma ottenuta dopo la vendita all’asta non sia sufficiente a chiudere il debito con i creditori; quindi, il debitore si troverebbe nella drammatica situazione di dover pagare il proprio debito con il pignoramento dello stipendio o di altri beni o immobili.
Tra le soluzioni per evitare queste spiacevoli conseguenze vi è il saldo e stralcio. Contattaci per saperne di più!

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